GASTRONOMIA
Nell' alta Romagna, o Romagna Toscana, i sapori hanno conservato l'autenticità dei luoghi appartati, qui più che altrove i piatti tipici sono ancora sulle tavole di ogni giorno, essenziali, ma impreziositi da sapori e profumi marcati.
Prendiamo ad esempio i Tortelli alla lastra, ripieni di patate, zucca o erbe, vengono cotti su una lastra rovente o fritti nello strutto e consumati con salumi, formaggi e verdure; questo, grazie anche a semplicità di preparazione e contenutissimi costi, è forse il prodotto che più di ogni altro ci distingue.
Acquapartita, circondata da piante di castagno (anticamente chiamato "l' albero del pane") non può certo privare “la sua tavola” del suo frutto più caratteristico, la Castagna; da essa si può ottenere il castagnaccio, preparato con la farina di castagne, bucce di limone, fichi, pinoli, noci e uvetta. I marroni (le castagne più grosse e dolci) vengono consumati bolliti o arrostiti nella brace, mentre le castagne più piccole vengono essiccate e lavorate fino ad ottenere una farina dolce con la quale si fanno polente e dolciumi. La polenta di castagne si serve su un tagliere di legno dove viene tagliata a fette e condita con formaggio pecorino grattugiato, lardo e pancetta, oppure con salsiccia e raviggiolo (la versione montana dello squaquarone).
Dove il bosco si fa più intrigato e' terra di funghi (spiccano tra essi il Prugnolo e il Porcino);il primo particolarmente apprezzato come condimento, viene affettato crudo sopra i tagliolini, ai quali dà un sapore irresistibile al palato, mentre il secondo, re dei funghi, è adatto a preparare qualsiasi tipo di pietanza, dagli antipasti (crostini e bruschette), ai primi (risotti, tagliolini, ravioli), fino ai secondi piatti (scaloppine, cappelle alla brace e fritture). Altri prodotti del nostro generoso sottobosco,sono i Tartufi, profumatissimi e ad alta qualità organolettica ideali per aromatizzare qualsiasi pietanza in stretta concorrenza col porcino.
Molto ricercate tra Agosto e Settembre, le Morespiccano tra i frutti selvatici e sono particolarmente apprezzate per preparare squisite confetture.
Come dimenticare la carne, fresca e proveniente dalle numerose aziende agricole dei dintorni da cui si riforniscono ristoratori ed esercenti della zona.
Grande importanza hanno i prodotti derivati dalla macellazione del Suino, che da sempre si usano preparare di cantina in cantina, almeno una volta l’anno; tra questi spiccano: Coppa (ottenuta dai muscoli cervicali del maiale, a stagionatura naturale e conservazione cruda); Pancetta (ricavata dalla parte ventrale grassa del maiale, posto sotto salagione a secco, naturalmente stagionata); Porchetta (il maiale giovane, lasciato intero, viene disossato, condito con sale, pepe e spezie e quindi cotto in forno per diverse ore); Ciccioli (derivanti dai residui della lavorazione delle parti grasse del maiale, sottoposti a lunga bollitura e poi compressi per far uscire completamente lo strutto liquido, con salatura e pepatura finale); con il sangue raccolto dalla macellazione si prepara il Migliaccio (dolce invernale cotto al forno, in cui al sangue vengono aggiunti riso cotto nel latte, zucchero, farina (anche di castagne), fichi secchi, pinoli, nocciole, mandorle dolci, uva passa, cioccolato fondente, marmellata.
Molto interessante anche la produzione dei derivati dell'allevamento come latte, ricotte, formaggi di pecora e di mucca. Anche la caccia, é un buon bacino di produzione di carne: pennuti, piccola selvaggina, cinghiale, capriolo e daino (ottimi per salmì e dai cui ungulati si ricavano anche salumi). |